Italia, 2005-06-29.
E' incredibile che un paese come l'Italia,
culla dell'impero romano, pieno di storia, dove abbiamo i migliori
sapori e la migliore cucina del mondo, con tanta bellezza, culla della
religione cristiana, le cose vadano in questo stato così
più pietoso, con una economia così miserabile.
Non credo che se il costo del barile di petrolio sfiora i 61 dollari,
le società petrolifere immediatamente
aumentano il costo della benzina, al pubblico, in altri paesi.
Dov'è lo stato?. Che colpa ne ha la gente. Il paese dove
l'elettricità ha il maggior costo a livello mondiale, dove i
costi del telefono sono anche alti, ma dove gli stipendi a tutti i
livelli, non sono all'altezza dell'elevato costo di vita.
Purtroppo è una politica basata sulla mancata parola, sul
provare a ingannare, sull'imbroglio, e dobbiamo dire che siamo nella
così detta "seconda repubblica".
Un paese come l'Italia capace di produrre motori, medicine,
abbigliamento, con delle persone geniale, in lungo e per largo nella
storia, non è capace di far quadrare quattro conti, di attivare
l'economia, e di far vivere alla gente "bene". E' veramente incredibile.
Sembra che dopo la caduta dell'impero romano, si sia creato un senso di
"impotenza", spingendo le chiese e la religione che non hanno le
risposte attese.
D'altronde c'è molta corruzione, gente che in molti casi lavora
per finta, in attesa di non lavorare più, cioè in attesa
di andare in pensione. Un vero è proprio circolo vizioso. E' un
patriottismo locale, interessato, ed infine ipocrita.
I partiti politici provengono o dal comunismo, che ormai non esiste,
tranne che in Cuba, oppure dal capitalismo. Una ideologia vincente
è stata quella di fondare un partito collegato con la religione,
come il caso della "Democrazia Cristiana", che fece il suo bel lavoro.
Ora abbiamo la lega che mi ricorda i regimi nazisti.
Serve una nuova classe dirigente. Anche fatta di immigranti italiani.
Gente che creda in questo paese, non perché abbiamo la nazionale
o vinciamo le medaglie alle olimpiadi, ma perché o sono nate
qua, oppure perché, sempre italiani, hanno scelto questo paese
per vivere.
Una classe dirigente, capace di saper fare quattro somme, quadrare i
conti, togliere i chiodi per strada che paralizzano l'economia e il
benessere e capace di credere non solo in Europa, ma in questo paese.
Un classe dirigente che si assuma le proprie responsabilità.